Cessione del quinto

Che cos'è la Cessione del Quinto

La Cessione del Quinto è una tipologia di prestito personale non finalizzato riservata ai dipendenti pubblici e privati e ai pensionati. Il rimborso avviene attraverso la trattenuta diretta delle rate sullo stipendio o sulla pensione per un importo che non può superare il quinto cioè il 20% del netto mensile. Si tratta di un finanziamento a tasso fisso e rata costante disciplinato dal Decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R.) 180/1950 ed esteso ai dipendenti di aziende private dalla legge 311/2004.

Dal punto di vista civilistico costituisce un contratto di cessione del credito: il lavoratore dipendente (cedente) cede il proprio credito futuro retributivo verso il datore di lavoro (ceduto) a favore di una banca o società finanziaria (cessionario). Grazie alla trattenuta diretta questa forma di prestito risulta accessibile anche a chi in passato ha avuto problemi di affidabilità creditizia.

Come funziona

Il pagamento delle rate non è a carico del finanziato: il datore di lavoro o l'ente previdenziale (ad esempio l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, INPS) versa periodicamente l'importo alla banca o alla società finanziaria. Questa procedura riduce il rischio di insolvenza per l'erogante il finanziamento e facilita la riscossione delle rate.

I lavoratori dipendenti possono affiancare alla Cessione del Quinto anche la Delega di Pagamento portando la quota cedibile dello stipendio fino al 50%. Per i dipendenti di un'Amministrazione statale il perfezionamento del prestito con Delega richiede una convenzione preliminare del soggetto erogante con l'Amministrazione di appartenenza.

I vantaggi

La rata resta fissa per tutta la durata del finanziamento e non dipende dalle oscillazioni dei tassi d'interesse, così il finanziato evita spiacevoli sorprese. Il pagamento è sempre puntuale perché l'importo viene versato dallo stesso datore di lavoro o dall'INPS. Il limite del quinto tutela il finanziato dal sovraindebitamento dato che non si supera il 20% di quanto percepisce ogni mese. La richiesta è semplice: basta la firma del richiedente senza necessità di garante. Trattandosi di un finanziamento non finalizzato la somma può essere utilizzata per spese di vario tipo.

Differenze rispetto al prestito personale tradizionale

Nel prestito classico è il finanziato a rimborsare direttamente le rate alla banca o alla società finanziaria, con maggiore rischio di ritardi o mancati pagamenti. Nella Cessione del Quinto la trattenuta diretta sul netto dello stipendio o della pensione rende la riscossione più sicura per l'istituto di credito e agevola l'accesso al finanziamento anche a chi in passato ha avuto problemi di affidabilità creditizia. Il tasso applicato è generalmente più contenuto.

Chi può richiedere la Cessione del Quinto

Il finanziamento è riservato ai dipendenti pubblici e privati con contratto a tempo indeterminato e ai pensionati. In alcuni casi possono accedervi anche i dipendenti con contratto a tempo determinato purché la restituzione del prestito si concluda entro la scadenza del contratto di lavoro. È richiesto un periodo minimo di anzianità lavorativa che varia da una banca all'altra.

Anche l'azienda presso la quale lavora il richiedente viene valutata sotto il profilo della sua solidità complessiva, considerando aspetti come la dimensione dell'organico, la consistenza patrimoniale e l'affidabilità nei pagamenti. Il datore di lavoro valutato ammissibile è obbligato ad accettare la richiesta e con la sottoscrizione del contratto si vincola a trattenere la rata dalla busta paga del dipendente e a versarla all'erogante il prestito. In caso di dimissioni o licenziamento deve trattenere ogni somma maturata dal dipendente presso l'azienda e versare tale somma all'erogante che estinguerà totalmente o parzialmente il debito residuo.

Struttura finanziaria

La rata resta fissa durante l'intero piano di ammortamento entro la soglia massima pari al quinto dello stipendio o della pensione. Le rate di rimborso hanno cadenza mensile. La durata minima abitualmente non è inferiore ai 24 mesi mentre la durata massima consentita è di 120 mesi (dieci anni) e non può eccedere la data di pensionamento. I dipendenti pubblici hanno la facoltà di estinguere il debito o di traslarlo sulla pensione. Il tasso annuo nominale (TAN), ossia il tasso d'interesse puro applicato al prestito, è previsto fisso dal legislatore per tutta la durata del finanziamento. Il tasso annuo effettivo globale (TAEG) sintetizza il costo totale del credito e comprende ogni componente economica connessa al prestito, dagli interessi agli oneri accessori fino alle commissioni e ai premi assicurativi.

Documenti necessari

Per la richiesta occorre presentare la documentazione anagrafica e personale unitamente a quella lavorativa e reddituale, ossia il documento di identità e il codice fiscale accompagnati, per i dipendenti, dall'ultima busta paga e dal certificato di stipendio, mentre per i pensionati si richiedono l'ultimo cedolino della pensione e il modello OBIS/M, cioè il documento riepilogativo emesso dall'INPS con i dati della pensione erogata. Sul certificato risultano data di assunzione, retribuzione, Trattamento di Fine Rapporto (TFR) maturato ed eventuali trattenute o pignoramenti.

Per i lavoratori dipendenti la documentazione è completa solo con il benestare dell'azienda che riceve dalla banca o dalla società finanziaria una copia del contratto di finanziamento e si impegna a provvedere alla trattenuta sullo stipendio e al rimborso della rata. Non può mancare la delega del dipendente al datore di lavoro per effettuare mensilmente la trattenuta. Prima della sottoscrizione del contratto l'intermediario finanziario o la banca devono mettere a disposizione del cliente il modulo Informazioni Europee di Base sul Credito ai Consumatori (SECCI), un documento standardizzato a livello europeo, in cui sono indicate tutte le voci di spesa.

Polizza assicurativa obbligatoria

Il D.P.R. 180/1950 prevede l'obbligatorietà della copertura assicurativa a tutela dell'erogante il finanziamento nei casi di morte e di perdita del lavoro; il costo è a carico dell'intermediario finanziario o della banca. Nel caso di rischio vita, in caso di decesso del cliente durante la durata del contratto l'assicurazione estingue il debito residuo senza diritto di rivalsa nei confronti degli eredi. Nel caso di rischio impiego se cessa il rapporto di lavoro l'assicurazione interviene ma ha diritto di rivalsa nei confronti del debitore nei limiti del TFR maturato e accantonato dall'azienda. Per i dipendenti sono previste entrambe le polizze. Per i pensionati è prevista soltanto la copertura del rischio vita.

L'importo massimo del finanziamento

Il limite massimo per l'importo dipende da una pluralità di elementi che la banca o la società finanziaria esamina al momento della richiesta e che comprendono l'ammontare del TFR già maturato, l'anzianità lavorativa del dipendente e l'ammontare dello stipendio o della pensione mensile. Un TFR elevato e una maggiore anzianità lavorativa rappresentano garanzie superiori per l'ente finanziatore e fanno crescere la cifra erogabile. L'importo dello stipendio o della pensione determina invece il limite della rata da rimborsare che corrisponde al quinto.

Rinnovo

Il finanziamento può essere rinnovato: viene rinegoziato per allungare la durata del rimborso mentre l'importo della rata resta lo stesso e il cliente ottiene nuova liquidità come se si trattasse di un nuovo finanziamento. Per chiedere il rinnovo è necessario aver già rimborsato il 40% (2/5) del periodo di ammortamento; questo limite non si applica quando la durata del piano di rimborso è inferiore a 60 mesi.

Ritardo nel pagamento

In caso di ritardo nel rimborso delle rate vengono applicati interessi di mora sull'importo che non è stato pagato. L'istituto finanziatore può risolvere il contratto anche per una sola rata non pagata oltre che in caso di cessazione del rapporto di lavoro o quando lo stipendio viene sospeso o ridotto. La risoluzione del contratto non libera il finanziato dagli obblighi di restituzione della somma erogata: la banca o la società finanziaria può avvalersi della garanzia rappresentata dal TFR e qualora l'importo dovuto sia superiore al TFR, l'eccedenza viene rimborsata dalla compagnia assicurativa grazie alla polizza obbligatoria.

Recesso ed estinzione anticipata

Il finanziato può esercitare il diritto di recesso entro 14 giorni dalla stipula del contratto inviando una raccomandata con avviso di ricevimento alla banca o alla società finanziaria (legge 229/2003). Può inoltre chiedere l'estinzione anticipata del finanziamento rimborsando per intero le somme ancora dovute; è generalmente prevista una penale di estinzione anticipata che in ogni caso non può superare l'1% dell'importo finanziato.

Cessione del Quinto della pensione

Per i pensionati il rimborso avviene con addebito automatico mensile che l'INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) effettua sulla pensione nei limiti del quinto cedibile della stessa. Restano esclusi dalla possibilità di cessione i titolari di numerose prestazioni di natura assistenziale o di sostegno erogate dall'INPS, tra cui rientrano gli assegni e le pensioni sociali, le invalidità civili, gli assegni mensili per l'assistenza ai pensionati per inabilità, gli assegni di sostegno al reddito identificati dalle sigle VOCRED, VOCOOP, VOESO, CRED27 e COOP28 che individuano specifiche prestazioni previdenziali, gli assegni al nucleo familiare, le prestazioni di esodo previste dall'art. 4, commi 1-7 ter, legge 92/2012 e l'APE Sociale, ossia l'Anticipo Pensionistico Sociale che consente ad alcune categorie di lavoratori in condizioni di disagio di anticipare il pensionamento, mentre anche i trattamenti pensionistici integrati al minimo non possono essere oggetto di cessione.

Il pensionato deve richiedere la comunicazione di cedibilità della pensione, documento in cui viene indicato l'importo massimo della rata da consegnare alla banca o alla società finanziaria con cui stipula il contratto. L'importo cedibile è calcolato al netto delle trattenute fiscali e previdenziali con salvaguardia del trattamento minimo stabilito annualmente dalla legge per l'Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO), il regime pensionistico di base gestito dall'INPS per la generalità dei lavoratori dipendenti, e sul cumulo delle pensioni percepite qualora liquidate dallo stesso sistema pensionistico.

Prima della stipula dei contratti le banche e le società finanziarie devono richiedere l'accreditamento all'INPS e possono aderire alla Convenzione per applicare tassi più favorevoli. Il tasso applicato al prestito non deve superare il tasso soglia antiusura per gli intermediari finanziari accreditati o il tasso convenzionale stabilito per fascia di età per gli intermediari convenzionati. La rata non deve superare un quinto dell'importo cedibile della pensione; il contratto è tenuto a esplicitare in modo trasparente ogni componente economica del finanziamento, dalle spese di istruttoria a quelle di estinzione anticipata fino al premio assicurativo per premorienza, alle commissioni e agli interessi; la durata non può superare dieci anni ed è obbligatoria la copertura assicurativa per il rischio di premorienza del titolare della prestazione.

Gestione da parte dell'azienda

Il datore di lavoro divenuto soggetto obbligato verso il cessionario effettua mensilmente la trattenuta della rata sulla busta paga e la versa all'erogante il finanziamento. Deve inoltre coordinare la trattenuta con altri gravami eventualmente presenti come pignoramenti o sequestri. In caso di cessazione o sospensione della busta paga per qualsivoglia motivo (dimissioni, licenziamento, aspettativa) il datore di lavoro è legittimato a interrompere il pagamento della rata e non è mai responsabile del corretto pagamento del prestito essendone semplicemente incaricato.

2009-2026 Cessione Quinto